CHI SIAMO

La casa diocesana degli esercizi spirituali prende il nome dal colle di “San Fidenzio” sul quale sorge. È stata voluta e inaugurata nel 1962 da S.E. Mons. Giuseppe Carraro per rilanciare l’opera diocesana di esercizi spirituali. Accanto alla casa sorge il monastero delle Clarisse Sacramentine e anche per questa felice collocazione offre a coloro che vi sostano un luogo adatto per la preghiera, la meditazione, il silenzio.

 

 

La presenza di accoglienza e animazione della Casa è affidata a:

  • Un sacerdote diocesano:

        Don Carlo Dalla Verde – Direttore

  •  Collaboratori: Diacono permanente Paolo Rigetti,  Michele Righetti
  • Tre religiose della congregazione “Amanti della Santa Croce”.

In un clima molto familiare, si accolgono i gruppi e le persone cercando di offrire loro ancor prima di uno spazio adeguato e preparato, la vera accoglienza che il Signore Gesù sperimentava presso la casa  di Betania, un’amicizia fraterna assieme ad una umile semplicità.

L’ingresso al Centro, oggetto di una generale ristrutturazione nel 2004, avviene in un’ampia e luminosa hall, nella quale si trova ogni servizio necessario all’accoglienza. Gli spazi comuni e di passaggio sono ampi e permettono una distesa permanenza anche all’interno della casa.

La Casa dispone di:

  • una sala convegni da 180 posti, dotata di moderne attrezzature multimediali (per videoproiezioni e videoconferenze) e climatizzata
  • sala di riunioni da 50 posti
  • sala da pranzo per 180 persona circa
  • servizio di ristoro automatico
  • 50 camere con servizi privati per accogliere 80 persone
  • una Chiesa di 200 posti e una Cappella di 50 posti.

La Casa è immersa nel verde del colle ed offre agli ospiti una distensiva sosta nella natura. Nel parco si incontrano alcuni ‘angoli’ che invitano alla sosta, alla riflessione e alla preghiera, oltre ad una visione della città.

All’esterno della casa si può passeggiare in viali immersi nel verde delle aiuole.
La casa è dotata anche di un ampio parcheggio.


 

locandina del Centro di Spiritualità