Messa On Line

Categories: Events,Riflessione del Mese

                       

 «Record di ascolti!»: così titolavano i giornali il 21 marzo scorso riferendosi, tra l’incredulo e il sorpreso, agli oltre 4.000.000 di persone che la sera precedente avevano seguito il rosario in diretta curato dalla Conferenza episcopale italiana, realizzando il 12,8 % di share. Un numero ancora esiguo se posto in confronto con i 17.400.000 di italiani che il venerdì successivo avrebbero seguito tramite la televisione la preghiera del papa in piazza san Pietro in questo tempo di pandemia. Non è corretto ridurre la fede a una questione di numeri da platea televisiva, ma penso sia importante prendere sul serio la questione dello “share”. “Share” significa condividere e forse il dato interessante, al di là delle percentuali, è il fatto che in questo tempo di emergenza sanitaria, nel momento di massimo isolamento, si è ritenuto essenziale condividere (share) anche momenti di preghiera. Se riaffiorano alla mente le immagini dei canti al medesimo orario dai balconi o altre espressioni di creatività del tutto italiana, è opportuno fare riferimento anche alla moltitudine di messe, momenti di preghiera, catechesi video trasmessi o lanciati on-line sulle diverse piattaforme di comunicazione. Questa nuova situazione ha colto tutti di sorpresa, e in buona parte impreparati, e ciò ha prodotto in tempi brevissimi una digitalizzazione diffusa. Questo passaggio vissuto con estrema rapidità anche nel mondo ecclesiale ha messo in luce potenzialità e limiti del mondo virtuale rispetto all’ambito liturgico. Se, da una parte la Messa on line o in Tv può essere un aiuto per sostenere la preghiera personale e mantenere un contatto con la realtà ecclesiale, a patto che sia ben presentata (cf. “Celebrare in diretta Tv o in streaming”, nota dell’ufficio nazionale per le comunicazioni sociali), dall’altra parte non si può equiparare la videotrasmissione con l’esperienza in presenza. La liturgia infatti è fatta di parole e azioni condivise: azioni di linguaggio (parole), gesti, movimenti, sguardi, profumo. È necessario chiedersi quindi se la video trasmissione riesca a restituisce la densità dell’evento liturgico. Nella celebrazione in Tv o on-line si assiste alla riproduzione televisiva della Messa, ma non si partecipa alla Messa. L’illusione che il virtuale possa esprimere validamente ogni dimensione di vita, compresa l’esperienza liturgica, significa far passare quest’ultima da una comunicazione di esperienza ad una comunicazione di informazioni sull’esperienza. La tv media l’esperienza e mi restituisce una serie di informazioni su quell’determinato evento. Di una messa televisiva posso sapere tutto (quanta gente c’era, come si è svolta, in che luogo…), ma non ne ho esperienza nella sua totalità. Il rischio è quello che si riduca la liturgia, che è condivisione di una azione rituale, ad una condivisione di informazioni annullandone la portata trasformativa. La liturgia è fatta per immettere la vita dell’uomo in Dio, ma se tutto fosse trasmissibile vuol dire che la celebrazione servirebbe a trasmettere più che a immettere e ciò snaturerebbe la sua efficacia. Ciò risulta evidente a partire dal contesto attuale dove, paradossalmente, in una famiglia di più persone ognuno potrebbe potenzialmente seguire una messa differente, in un luogo diverso della casa, nello stesso momento, trasformando un’esperienza di comunione in atto individualistico. Inoltre il fatto di non essere assemblea riunita, ma una serie di utenti che vedono quel video induce slegarsi dal contesto comunitario reale per immettersi in uno ideale. Non si tratta di squalificare in maniera inderogabile il mondo virtuale, ma riconoscere che ha una portata veritativa parziale. In questa esperienza complessa un criterio guida importante potrebbe essere quello di cercare sempre di avere un riferimento ad un’assemblea specifica come è reso possibile dai programmi di videoconferenza in modo da custodire una relazione significativa promuovendo le esperienze liturgiche che prediligano il linguaggio verbale; liturgia delle ore, lectio perché si massimizzi lo share ovvero si realizzi una effettiva condivisione.

don Carlo Dalla Verde

direttore ufficio diocesano per la pastorale liturgica e la musica sacra

Author: Suor Anna Nguyen