Spirito Santo: dono e caparra per la fede e la Chiesa

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Spirito Santo: dono e caparra per la fede e la Chiesa

 

Dal vangelo secondo Giovanni

“Ora vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò. E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio…Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve lo annunzierà” (16,7-8. 12-15).

 

Gesù promette e consegna ai discepoli il segreto profondo che ha alimentato la sua esistenza, ma soprattutto la sua azione di annuncio e guarigione: lo Spirito Santo, che egli indica con il termine Consolatore.

Gesù è ben consapevole della fragilità d’animo dei suoi; li conosce ad uno ad uno. Li conosce a fondo. Non potrebbero, infatti, reggere a persecuzioni e imprevisti nel ministero di annuncio, basandosi unicamente sulle loro forze, benché istruite e ragguagliate dal loro Maestro. Sono ancora deboli nella fede e ragionano, troppo spesso, secondo criteri di interesse, di convenienza, di paura e mediocrità. Il loro cuore è, talora, in balia dello sconforto e della tristezza; appesantito da mille pensieri, da dubbi frequenti e da logiche relative a giochi di opportunismo e protagonismo. I discepoli risultano ancora insufficientemente aperti ad accogliere il messaggio evangelico e a “perdere del loro” per la causa del Regno. Per questo, Gesù parla loro chiaramente: li fotografa sì nella loro condizione, perché diventino consci del loro stato di fede e delle loro dinamiche esistenziali, ma non li giudica, né desidera scoraggiarli, o peggio umiliarli. Al contrario, li rende partecipi delle Presenza –Dono di una realtà più grande di loro, lo Spirito Santo, che Gesù stesso definisce Spirito di verità, al fine di aiutarli a porsi maggiormente in ascolto della voce di Dio, a vigilare sui loro atteggiamenti negativi o distruttivi e così orientarli verso un autentico atteggiamento di discernimento e servizio a favore del Regno di Dio. Solo così potranno essere in grado di testimoniare Qualcuno più grande di loro. Essere uno con Lui e ben radicati in questo circolo di comunione interpersonale, come Gesù con Dio Padre.

Le parole dell’evangelista Giovanni sono indirizzate anche a noi. Oggi. E benché, possiamo dirci, relativamente più ricchi di storia e di tradizione rispetto ai primi passi dei discepoli, la Parola di Dio, fondamento della nostra fede, sempre ci ricordi che, solo accogliendo tu cur lo Spirito Santo, saremo Chiesa, ossia Corpo mistico di Gesù Risorto, e profezia di salvezza per il mondo.

Lo Spirito Santo è forza e potenza per vivere “alla Gesù”, cioè secondo uno stile di comunione e misericordia; secondo una dimensione di vita in cui il primato è consegnato con decisione e libera scelta all’interiorità, al servizio, al fine di trasformare progressivamente la vita in dono e sacramento di salvezza.

Nello Spirito Santo, la Chiesa trova la sua origine e manifesta a tutti i battezzati la meta, ossia il fine di ogni umana esistenza.

In questi e nei prossimi giorni, dunque, in virtù della solennità di Pentecoste, “nuovo Cenacolo per la Chiesa”, invochiamo il dono dello Spirito Santo: su noi, come singoli e sul “noi” comunità. Ne abbiamo tanto bisogno, perché la vista dell’anima non sia offuscata da altre mete, pur importanti, ma sempre relative, rispetto al primato del cammino verso la santità. Perché il cuore, arricchito della fede trasmessa a noi dagli Apostoli e dalla Tradizione, non venga appesantito, oltre misura, da realtà che con logica del Vangelo non c’entrano per nulla. E infine, perché la mente, corroborata dalla volontà e segnata dall’ intelligenza, non sia dirottata verso progetti che, come ci ricorda il brano di san Giovanni, puntano alla ricerca di idoli illusori e ingannevoli.

Domandiamo a Gesù Risorto e vivo, che lo Spirito Santo, che lo ha glorificato dinanzi al Padre e a suoi, si muova libero anche in noi oggi, in questo tempo storico così attraversato, – come tra l’altro avviene in ogni epoca, – da luci e ombre e percorso da santi e peccatori, per mettere in risalto sia le opere di Dio, ma anche i chiari-scuri che caratterizzano la storia.

Copioso, lo Spirito Santo, scenda sulla Chiesa e nel cuore di ogni uomo!

Lo Spirito Santo è la forza prima e principale che ha mosso il cuore di Gesù; che lega Lui al Padre in un’intima comunione di amore-dono, senza risparmio reciproco, in una crescita di gratuità e oblazione infinita. Grazie allo Spirito Santo, che si manifesta come soffio, alito di vita, energia soprannaturale che attrae a Dio individui mediante la guarigione del cuore e della mente, la vita di ogni battezzato può ritenersi un’immagine- capolavoro di beatitudine e di amore. Sia sempre lodato Dio nella sua sconfinata Provvidenza!

E per questo, e per tanto altro che la fede ci suggerisce, – se vogliamo-, possiamo umilmente pregare con queste parole:

 

Spirito Santo, Amore infinito del Padre verso il Figlio e

del Figlio verso il Padre,

rivelaci la verità prima e ultima della nostra esistenza,

affinché possiamo marcare la nostra vita e quella della Chiesa come “Tempo dello Spirito”, come “Tempo della fede”.

Sei stato il “segreto” della Chiesa delle origini: soffia come brezza,

ma anche come vento gagliardo su ogni uomo e donna, bambino, giovane adulto e anziano. Accendi l’amore tra gli sposi, consola i malati, dipana la tristezza dal volto degli “ultimi” di questa nostra società. Soffia su tutti i consacrati e consacrate e su chiunque abbia messo a disposizione la propria vita per la causa del Vangelo. Benedici e santifica tutto il popolo di Dio.

Ogni giorno, alzandoci dal letto, ognuno di noi, carico di fede e riconoscenza, possa fissare nella mente

un affettuoso e sincero: “Buon giorno, Spirito Santo”!

Di certo ci aiuterà ad accogliere la giornata come Presenza tenera di Dio e come sequenza di doni celesti inattesi…

Chi è l’uomo, se non colui che è conscio di essere attraversato dallo Spirito di Dio? Da dove fluisce in lui la vita? Dove può trovare sintonia e comunione?

Solo ed esclusivamente da Te, Spirito Santo, che conduci a Dio e a sicura salvezza, ogni anima!

Perché Tu, Spirito Santo, sei dentro e attorno a noi. Invisibile, ma efficace. Qui, in terra, sei consegnato a noi come caparra, ma là, nel Cielo di Dio, diventerai saldo di eternità!

Consci o meno, siamo intrisi di Te, Spirito di verità! Con Te, infatti, ci muoviamo, spesso senza saperlo e con scarsa riconoscenza. Eppure, Tu ci sei e non manchi di esserci fedele, compagno inseparabile di vita!

Con Te, possiamo alzare gli occhi e ri-partire verso una felicità piena e duratura. Ogni giorno, in ogni situazione!

Siamo creature plasmate di Spirito e fango, avvolte sì nella carne, ma anelanti di eternità!

Quando scorgiamo i moti della Tua azione dentro le nostre esistenze, ci rapisce il gusto dello stupore e della gioia; ci prende la riconoscenza per una fede ritrovata. E, allora, la tristezza, l’avidità, la durezza di cuore e l’indifferenza del “prima”, se ne vanno. E vanno via. Lontano.

 

Spirito Santo ricolma ciascun battezzato e la Chiesa intera della Tua benevolenza.

Chi è benevolo se non colui che si lascia cambiare da un incontro?

La preghiera, l’Eucarestia, la Riconciliazione, la catechesi…ci aiutino a rispondere il più fedelmente possibile all’Amore di Dio! E a cambiare per assaporare e gustare la salvezza di Dio!

Spirito Santo riversa su di noi la Tua bontà.

Come è avvenuto per Gesù presso la Famiglia di Nazareth,

dona pure a noi l’umiltà di apprendere l’arte della bontà, quella vera, autentica, che sa di sacrificio e verità.

Si diventa buoni quando indirizziamo verso il bene ogni nostra più piccola azione. Riconoscere questo, significa ripensare e poi riposizionare ogni nostro intervento, parola o gesto, per qualificare al meglio la vita.

Spirito Santo, insegnaci la Tua fedeltà.

Siamo come le radici di un albero… Non possiamo restare in superficie…Gli eventi della storia, le molteplici “distrazioni” degli uomini, possono incidere sul nostro esistere fino ad indebolirci e ad intiepidirci nella fede e nella vita. Se non si punta alla santità, allora il niente, l’effimero, il momentaneo, avranno ben presto il sopravvento su di noi e sulla nostra ricerca di Dio! Ecco perché dobbiamo “scivolare” verso la linfa vitale di Gesù, Maestro dell’anima, e poi scendere con Lui nel profondo della nostra coscienza.

Solo così attingeremo la Vita di cui profuma il Vangelo. La Parola sarà “pietra angolare” della nostra vocazione.

Spirito Santo, senza l’amore che procede dal Padre al Figlio, e dal Figlio a noi, l’esistenza ci fa risultare semplicemente creature. Creature in balia di eventi, di stati d’animo, di giudizi…

Comunicaci, Spirito Santo, – perché ne abbiamo tanto bisogno, – l’amore che Gesù ci ha dichiarato! In vita, sulla croce, da risorto e da glorioso!

Amore è innanzitutto mettersi in ginocchio di fronte al mistero di Dio, per adorarlo e contemplarlo e restituirgli così tutto il nostro affetto. Amore, che ogni giorno va accolto, custodito, alimentato dalla fede per tradursi poi in sentimento, proposito, azione e servizio a chi ci sta accanto. Amore, che ama il silenzio per purificarsi, per caricarsi e infine spendersi al meglio. Amore, che ci fa compiere il primo passo anche quando questo costa tanto al nostro orgoglio, alla nostra immagine.

Amore…, che viene e che va! Che apre sempre la porta della vita all’eternità!

Spirito Santo, rendici uomini e donne colmi di gioia!

La gioia evangelica non si maschera dietro alle apparenze, o si trastulla dentro la conquista di mete temporali. Essa, è frutto e dono che ci raggiunge quando la nostra interiorità si lascia incontrare e sorprendere dalla Misericordia di Dio.

L’augurio? Che ogni giorno sia un effluvio di sorprese d’ amore! In noi e nei fratelli! Quando decidiamo di rimanere liberi dall’egoismo, aperti a Dio,

ai fratelli, agli imprevisti e alle novità…,

ci sorprenderemo nel riconoscere in tutto ciò l’impronta del passaggio di Dio! E sarà la nostra pasqua esistenziale.

Spirito Santo, Tu sei pace: donaci la Tua pace!

Quando ci desti agli atteggiamenti e alle parole di Gesù,

quasi subito, e non senza sofferenza, veniamo a scoprire i nervi delle nostre debolezze e infedeltà. A toccare con mano i nostri molteplici “ma”, “forse”, “vedremo…”

Soffia su di noi perché ci convinciamo del bene che ci attende; allora sarà pace nella mente e nel cuore, una pace splendida, inedita, impagabile! E questa pace si tradurrà in consolazione, esortazione, proposito, conversione, misericordia.

Spirito Santo, Tu ti muovi secondo tempi tutti tuoi e attendi il momento opportuno, – che non ci è mai dato di sapere in anticipo ,- per donarci la Tua pazienza.

Effondila nella nostra mente e distribuiscila ai nostri pensieri,

perché impariamo da Gesù ad attendere. Attendere la nostra conversione, il nostro momento con gli altri; attendere e pesare le parole al momento opportuno, a gestire – al meglio- le nostre azioni nelle circostanze che ci si presentano.

La pazienza ci faccia essere umili e disponibili ai bisogni e alle attese dei fratelli. La pazienza renda forte il nostro animo!

Spirito Santo, facci partecipi della Tua mitezza.

Gesù è stato un vero “campione” di mitezza. Non è rimasto in silenzio, subendo la pressione degli altri. Ha reagito di fronte agli eventi con mitezza, ossia dichiarando decisamente il suo tendere al bene delle persone e alla volontà di Dio. Gesù ha scelto di agire e di essere, nonostante la cattiveria e l’incomprensione degli uomini, una persona mite.

La mitezza quindi, diventi anche la nostra via di perfezione, il nostro stile da assumere nel lavoro, nello studio, nelle relazioni, nel ministero, negli affetti. Mitezza vuol dire sforzarsi di orientare le proprie capacità e risorse sempre ad un bene maggiore rispetto a quello individuale. Un bene, che si misura sulla lunghezza e profondità del Vangelo.

Un bene, dove parole e i gesti siano espressione di incontro e dialogo.

La mitezza è una crescita di vita!

Spirito Santo, donaci di esercitare ogni giorno e in ogni circostanza

Il dominio di sé.

Tu hai conquistato i cuori di tanti credenti affascinandoli al pensiero e alla vita di Gesù. Hai fatto entrare in loro speranza e misericordia come aria e luce nuova.

Insegnaci a dominare non gli altri ma noi stessi. Con occhi più trasparenti, con parole sincere, con gesti garbati e con proposti santi.

Il dominio evangelico sta nell’essere e si nutre del servire. Di ogni nostro fare “con e per mezzo” di Cristo.

 

Maria, Tu che sei la “Piena di Grazia”, la “Tota Pulcra”,

prendi per mano ogni battezzato in Cristo e teneramente accompagnalo a Gesù, perché diventi una creatura nuova. Sostieni la Chiesa nella sua azione evangelica, spirituale e pastorale. Rendi testimone credibile ogni uomo che desidera camminare da figlio di Dio. Amen.

Author: Suor Anna Nguyen