Regia Litugica

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Regia liturgica

Per comprendere la parola “regia” in ambito liturgico può essere d’aiuto quanto afferma la Conferenza Episcopale Italiana al numero 9 della presentazione alla nuova edizione italiana del Messale Romano. Qui infatti, riprendendo Sacramentum caritatis n. 40, si ricorda che: «è importante l’attenzione verso tutte le forme di linguaggio previste dalla liturgia: parola e canto, gesti e silenzi, movimento del corpo, colori liturgici dei paramenti. La liturgia, in effetti, possiede per sua natura una varietà di registri di comunicazione che le consentono di mirare al coinvolgimento di tutto l’essere umano». Essendo la celebrazione un’esperienza che coinvolge tutta la persona, chiede una attenzione verso i molteplici aspetti che la compongono ed ecco perché è fondamentale che ci sia per ogni celebrazione una sapiente regia liturgica. Per regia liturgica si intende la capacità di curare in modo armonico i diversi registri comunicativi di cui vive l’esperienza rituale. Per usare un paragone con il mondo della musica ogni celebrazione non è “monodia” ossia ad una voce sola, ma “polifonia” cioè unione di più suoni (più linguaggi comunicativi: visivo, olfattivo, verbale, cinesico…). Se, nella celebrazione liturgica, il direttore d’orchestra rimane sempre lo Spirito Santo che ci introduce al mistero della vita divina, possiamo dire che la regia è assimilabile al compito del compositore che unisce le note in modo armonico sullo spartito. L’arte di saper ben comporre, essenziale nella musica come nella liturgia, è ciò che si può esprimere con il ministero della regia liturgica. Ad occuparsi di questo può essere una figura specifica usualmente chiamata “cerimoniere” oppure un gruppo di persone come ad esempio il gruppo liturgico dove la molteplicità dei ministri si mette in gioco in maniera organica affinchè le celebrazioni vibrino di quella comunione che è fonte e culmine di ogni azione liturgica.

don Carlo Dalla Verde

Author: Suor Anna Nguyen