TRIDUUM SACRUM

Categories: Events,Riflessione del Mese

Triduum  sacrum

 

Signore Gesù, accompagnaci in questa Settimana Santa, celebrazione della tua passione, morte e risurrezione.

Scopriremo e assaporeremo nello spirito la tua stessa Vita!

 

“Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli” (Lc 19, 38).

Gesù, Tu sei il Messia preannunciato dai profeti, atteso da un popolo che oggi si chiama Chiesa. Sei il nostro Re, che regna sopra il mondo con una Parola che ci libera dalla tristezza e dalla solitudine e ci eleva alla dignità di figli di Dio.

Con Te, anche noi, diventiamo re e regine: ci doni una libertà e dignità capaci di aprirci all’amore di Dio Padre.

“Prendete, mangiate: questo è il mio corpo. Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti…” (Mt 26, 26-27).

Gesù, grazie per l’Eucarestia che è il luogo della tua Presenza reale, vera, e nella quale possiamo sperimentare ogni giorno il mistero del tuo amore che viene dal Padre.

Grazie, perché ci apri la strada all’amore autentico che rischiara ogni notte, ogni coscienza. Grazie, perché il tuo pane spezzato e il calice donato ai tuoi ci insegna a spezzare e a donare i nostri sentimenti, il nostro tempo, le nostre risorse a quanti incontriamo, fosse anche in perdita e, talora, senza alcuna riconoscenza. Aiutaci, Gesù, a diventare pane come Te! Capaci di sfamare noi e altri di fede e protesi nel fare il primo passo nel perdono e nell’amore. Grazie infine, Gesù, per il dono del sacerdozio nella Chiesa, che è prolungamento del tuo essere Pontefice tra Dio Padre e noi. Nel sacerdozio vivi, Ti muovi e attualizzi l’azione dello Spirito Santo che purifica e santifica il popolo di Dio.

Vi ho dato l’esempio, infatti, perché anche voi facciate come ho fatto io a voi” (Gv 13, 15).

Grazie Gesù, per esserTi chinato sui tuoi discepoli; lo fai anche oggi su ciascuno di noi! Ti sei prostrato per spianarci la strada dell’umiltà e del servizio, affinché impariamo a coniugare così la nostra vita. Fino alla polvere della morte ti sei chinato! E lo hai fatto con gioia e solo per amore! Lava adesso e ancora i nostri piedi sporchi e feriti…,lavali e guariscici per essere più liberi di stare accanto a Te!

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito. Detto questo spirò” (Lc 23, 46).

E’ la tua tenerezza Gesù che ci parla, ci scuote dentro, anche se tutto il tuo corpo è straziato dal legno della croce e dagli spasmi di dolore e di morte. Sei stato fedele all’amore soprattutto e anche in questo straordinario momento: hai voluto riconsegnare il tuo cuore di Figlio prediletto al Padre! Non hai trattenuto nulla per Te, neanche un sospiro, perché lo hai donato a Tua madre e al discepolo che amavi. E non hai giudicato, né condannato nessuno…Tutto di Dio e della storia si è compiuto per e con Te! Tutto hai perdonato, tutto da Te trova senso, anche quando, oggi, ci è difficile coglierlo e assumerlo come tua volontà e dono divino. Aiutaci Gesù, guardando al tuo Volto, a saper innalzare alla sera il nostro sguardo di dolore e di gioia come affidamento e ringraziamento. Così il tutto della giornata sarà rivestito di una nuova luce, di una diversa dimensione di comprensione. Le ombre di morte si dipaneranno e resterà in noi solo la brezza del tuo Spirito, Ruah!

Giuseppe d’Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch’egli il Regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù… Egli allora comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia” (Mc 15, 43. 46).

Giuseppe d’ Arimatea, grazie per il tuo coraggio! Donaci un po’ della tua intraprendenza nella fede, soprattutto quando il cammino si fa irto per i giudizi interni ed esterni; complicato per le scelte da mettere in campo. Stringendo forte il corpo di Gesù hai toccato l’Eucarestia; hai, non solo avuto pietà del Maestro, ma ti sei rivestito del Suo sangue, della sua potenza divina. Insegnaci a circondare di devozione e riconoscenza il Corpo di Gesù e di ogni fratello; a permettere che Gesù scenda nel regno delle nostre ombre e, scendendo, porti alla vita quanto di noi è ancora rigido, morto, oscuro e putrefatto. Insegnaci, in questo giorno di silenzio e attesa, a guardare alle nostre situazioni interiori di morte e passività: risentimenti, sensi di colpa, amarezze, sconfitte, ferite…, perché Gesù riporti in vita quanto attende una nuova svolta, lampi di risurrezione. E ci stupiremo, assieme a te, di tanta grazia!

Donna perché piangi? Chi cerchi?” (Gv 20, 15).

Signore, hai voluto inviare alle donne un angelo sfolgorante di luce e rassicurante nelle parole. Perché? Per insegnarci ancora una volta a credere senza vederTi, a sperare in Te senza calcoli, ad amarTi senza un tornaconto. Grazie!

Asciuga però le nostre lacrime o mandaci qualcuno a nome tuo per ravvivarci nella ricerca di Te. Tu sei sempre il oltre il nostro sguardo, oltre gli avvenimenti che ci attraversano. Sei oltre il muro dei nostri ricordi e dei dolori…Sei dove possiamo cogliere il tuo sussurro di pace e amore, come un giorno dicesti: “Maria!”. Solo chi si sente amato da Te, sa distinguere la tua voce che chiama! Ci basti quindi il tono della tua voce: quando ascoltiamo la tua Parola, quando rientriamo in noi stessi, nel nostro cuore, quando celebriamo Te accogliendo e servendo il fratello nel bisogno. E soprattutto quando sappiamo trasformare l’imprevisto non come tomba, ma come opportunità di più vita.

Viene a noi Signore, vieni a scoperchiare ciò che ci ostacola la vista di Te e ci impedisce lo slancio nel rispondere ai tuoi richiami di conversione e amore. Tu sei il Santo di Dio, Tu la Verità e la Pace. Tu, nostra Vita oggi e sempre. Tu, Amore del Padre e certezza per la nostra risurrezione. Amen.

 

 

Author: Suor Anna Nguyen